La ripresa degli acquisti stranieri
A trainare la domanda nel ticinese ci sono anche gli italiani. Cresce, infatti, il numero di italiani che cercano casa, soprattutto, in Canton Ticino. A cercare un immobile sono, più spesso, i frontalieri che per timore delle restrizioni che potrebbero intervenire dopo il voto del 9 febbraio sula libera circolazione, hanno preferito prendere casa in Ticino e diventare residenti. Ma il fenomeno non si ferma qui e non si spiega solo con questo: sempre più italiani, spesso di frontiera ma anche molti milanesi, cercano casa in Ticino, dove magari lavorano da anni o hanno trasferito l’azienda. Non a caso circa il 60% dei nuovi immigrati nel Cantone ogni anno sono italiani e circa la metà lo fa per motivi professionali, secondo l’Ufficio di Statistica del Cantone Ticino.
E gli effetti sul mercato immobiliare ticinese si stanno facendo sentire, a tutti i livelli di prezzo. Ad attirare è indubbiamente la qualità della vita, i servizi sanitari e una maggiore tutela a livello previdenziale. A frenare è invece il rafforzamento del franco che, secondo l’analisi di Scenari immobiliari, ha convinto molti italiani a rimandare l’acquisto di una casa in Svizzera al 2016.
Il fenomeno Alptransit
Un effetto importante per il mercato immobiliare del Ticinese e del Locarnese è anche Alptransit, la ferrovia veloce che nel 2019, o più probabilmente nel 2020, se il ritardo accumulato dal cantiere non verrà riassorbito, grazie al tunnel di base del Monte Ceneri, permetterà di dimezzare il tragitto che collega Lugano a Locarno da un’ora a 28 minuti. Secondo la rivista dell’Ufficio di statistica. Dati che ha analizzato l’impatto di Alptransit sul mercato immobiliare ticinese è già oggi che si prendono le decisioni di acquisto su dove stabilirsi. Lo studio rileva il crescente interesse dei ticinesi per l’appartamento in proprietà per piani (Ppp). Ma non solo. Il mercato immobiliare del Locarnese sembra già aver risentito degli effetti della prossima apertura della galleria ferroviaria del San Gottardo: in questa zona si è assistito al rafforzamento della vendita di residenze turistiche anche nei comuni più centrali. Lo stesso discorso, ribaltato, vale per la residenza primaria, il cui sviluppo maggiore si è registrato nel Luganese ed è logico attendersi che crescerà ancora dal 2020. Il rischio è che, rileva lo studio, i due fenomeni entrino in rotta di collisione: con un ulteriore generale rialzo dei prezzi stimolato dall’aumentata richiesta di abitazioni secondarie nei centri urbani.
La discesa dei prezzi
Un fatto è che a luglio sono scesi per la prima volta da inizio anno i prezzi delle abitazioni in proprietà immessi sul mercato: l’indice per le case unifamiliari calcolato dalla piattaforma internet Immoscout24 è sceso dell’1% e quello degli appartamenti dello 0,9%. La flessione, che secondo gli esperti potrebbe preannunciare un’inversione di tendenza, è da ricondurre all’accresciuto numero di nuove abitazioni vuote e al rafforzamento del franco. Il dato annuo indica che i prezzi offerti evidenziano comunque un leggero aumento: l’indice per le case unifamiliari segna un progresso dello 0,6%, quello degli appartamenti dell’1,5%. E così mentre Ubs mette in guardia sulla discesa dei prezzi, allo stesso tempo sempre la banca elvetica ha affermato in uno studio che avere un appartamento in proprietà costa attualmente meno che prenderlo in affitto, nella media svizzera, anche se nelle grandi città e nei comuni più esclusivi la locazione risulta essere più vantaggiosa.